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domenica 23 marzo 2014

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Ottima iniziativa ieri durante la diretta Rai di Orizzonte - Rapallo:

Fabio Conti, munito di Ipad e relativa App, ha spiegato ai telespettatori il funzionamento della zona M applicata dalle ragazze di coach Miceli.

Un'ottima idea che mi piacerebbe diventasse consuetudine. E tu che cosa ne pensi?
Orizzonte-Rapallo, lo schema M delle etnee by Edoardo Osti

3 commenti:

  1. bella iniziativa ma... se spiega alle sue ragazze che le cose stanno così non capiranno mai bene perchè si chiede una difesa zona m quando per evitare palloni al centro si potrebbe fare una ben più sicura e tradizionalissima zona convenzionale che copre meglio la porta con le braccia alzate... come non capiranno mai perchè la zona m si attacca con determinati movimenti. La m non solo è una zona ma è una difesa che vuole portare all'errore gli esterni sia nei passaggi, sia nelle scelte di tiro (avventate se eseguite senza movimenti) per poter proiettare in contropiede i difensori che lavorano in mezzo tra le posizioni d'attacco... e si attacca così per creare accoppiamenti, togliere i difensori sulle diagonali di passaggio ed evitare in primis facili controfughe, poi da lì si può pensare a conclusioni o a palle al centro coperte... non si vuole rompere proprio un bel niente! Purtroppo molto spesso si propongono ad atleti ed atlete cose senza sapere perchè si fanno, col risultato che si privano giocatori e squadre di quella capacità di adattamento alle situazioni che distingue squadre e giocatori forti dai mediocri... speriamo sia stata solo l'emozione televisiva...

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  2. Ciao Anonimo (ma un commento come il tuo meritava nome e cognome), ti ringrazio del contributo.
    Ti spiego perché non sono d'accordo con te:

    1. il tempo a disposizione per essere esaurienti su uno schema difensivo dalle mille sfaccettture e dalle duemila contromosse è troppo poco (1 minuto).
    2. l'obiettivo di questa iniziativa non è certamente quella di approfondire la tattica a beneficio degli esperti come certamente tu e io siamo, ma ad introdurla ai neofiti e metterli nella condizione di leggere più facilmente la partita e appassionarsi più facilmente alla pallanuoto.

    Detto questo, ben vengano commenti come il tuo, su cui è possibile aprire discussioni più complesse.

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  3. roberto chieco26 marzo 2014 17:46

    Continuo ad essere un estimatore della M, nonostante l'abilità natatoria non sia più quella di una volta. =))

    Ma la M non è solo nuoto: è innanzitutto senso della posizione; poi affinità coi compagni per la sincronia, indispensabile, dei movimenti; capacità di rubare il tempo all'attaccante per la ri-proiezione offensiva. E' innanzitutto capacità di saper attendere l'attimo e leggere l'attacco. Oltre che grande sacrificio e necessità di studiare anche il riposizionamento offensivo (spesso trascurato dagli allenatori che vogliono adoperare questa tattica difensiva).

    La mia versione di M preferita rimane quella che portò a Bari Salvo Tranchina. Ovvero esterni a - 1 e - 5 bassi (di fatto in porta) a coprire i pali su tutte le diagonali di tiro e comunque con licenza di aggredire sulle entrate da 2 e 4, grazie all'aggressività di -6.

    Una mossa che si rivelò vincente perchè ben applicata e cucita sui giusti interpreti.

    Ben vengano le iniziative come quella di Fabio Conti. Concordo con Edoardo: rendere intelligibile il nostro sport ai profani è forse il passo più importante (e quindi più arduo).

    Saluti
    RC

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